Le Esperienze a Saboba....

Raffaela ci riscrive:

...la mail di "andata" non puo' essere altro che un mini-reportage stile "turisti per caso".. d'altronde il Bush e' lontano e per il momento ci si offre un altro spaccato d'Africa, senz'altro meno "romantico" ma altrettanto documentaristico..

Il viaggio e' stato al solito infinito, e l'arrivo travolgente, per tante ragioni: aperto lo sportellone del Boeing ci siamo automaticamente ricoperti di un sottile strato di "rugiada" africana..il caldo era incommensurabile, cosi' come e soprattutto l'umidita'.. infatti fortuna volle che, nonostante siamo in piena stagione secca, il cielo abbia deciso di fare un paio di capricci lacrimevoli proprio in questi giorni, cosi' da riservarci davvero una forte accoglienza.. Fortissimo e' stato l'impatto con l'odore di questa terra: dolciastro e terroso, caldo, di pelle nera e bivacchi sulla strada e polvere rossa e scarichi di caffettiere di tutte le dimensioni sbuffanti e affollate che riempiono nonostante l'ora tarda le strade.. I ragazzi sono affascinati e curiosi, increduli, ogni cosa li stupisce ed emoziona..

Io invece mi sono goduta un'emozione unica, privilegiata tra tutti: mentre gli altri appena arrivati cercavano odori e rumori e indizi preliminari di uno scenario ancora invisibile e sconosciuto, io cercavo volti familiari, "arcate dentarie" spalancate e timbri di voci non dimenticati.. mentre mi guardavo intorno fuori dall'aeroporto, sbirciando tra le teste delle decine di tassisti che mi avevano attorniato per offrirsi di accompagnarci, sento una risata tanto sguaiata quanto nota.. davvero impossibile dire la sensazione di trovare aria di casa in un posto del genere..

Ieri sera noi sfiancati dal clima e dal viaggio non abbiamo saputo opporci a un invito a dir poco entusiasta in un "club"..speranzosi di abbandonarci ai ritmi tribali delle danze locali ci siamo ritrovati in tale "CELEBRATION", disco-pub degno di un sabato sera della costa adriatica, con i tipi all'ingresso che ci hanno fatto entrare forse in quanto rappresentanti di "specie animale rara", altrimenti avevano qualcosa da ridire sul nostro abbigliamento (..e dire che abbiamo anche tentato di presentarci nelle migliori condizioni possibili..). La cosa curiosa e' che in questo posto il pavimento e'- penso volontariamente- cosparso di roba scivolosa, che permette performance da Saturday-Night-Fever quando va bene, casi di pertinenza ortopedica quando va male (..per chi conosce la disinvoltura pachidermica dei miei movimenti puo' facilmente immaginare da che parte della gamma io mi trovassi..).

La serata poteva finire veramente male, ma l'ho scoperto solo oggi: infatti noi italiani siamo tornati da soli in albergo dopo aver lasciato i ragazzi a Korle-Bu, dove vivono gli studenti.. il tassista ha finto di non ricordare la strada per l'hotel e ha cominciato a vagare..io ero arrabbiatissima, gli ho chiesto se ci stesse prendendo in giro..lui continuava a fare il vago, per fortuna Mirco ricordava la strada e gli ha fatto compiere le deviazioni giuste. Alla fine voleva addirittura spillarci piu' soldi perche' ci aveva messo di piu', ma io ero proprio "nera" e gli ho detto che gia' era tanto se gli davo i soldi pattuiti..

Oggi Jacob, a cui ho riferito l'accaduto, ha detto che forse voleva portarci in una parte della citta' dove ladri amici di tali tassisti attendono i complici per fare "assalti programmati"..il tassista finge di non ricordare bene la strada e ti porta dove sa che lo aspettano.. Fortuna Mirco! queste cose possono succedere a notte inoltrata: infatti e' stata la prima e ultima volta che ci lasciano da soli cosi' tardi..durante il giorno pero' faccio il "capitano" della spedizione..e' divertente: contratto, chiedo, protesto a nome di tutto il gruppo...

Adesso siamo un po' in giro per il mercato, soprattutto alla ricerca di frutta. Domani ultimo giorno ad Accra: partiamo alle 17 per Tamale, la capitale della Nothern Region, e li' dovremmo trovare un pickup che ci porta direttamente a Saboba. I ragazzi mi dicono che tutti aspettano " Doctor Raffaela" lassu'..mi sento male al pensiero di non corrispondere alle aspettative, ma piena di forza pensando ai rapporti stretti con tutta quella gente. Speriamo bene..

Vi saluto tutti e vi ringrazio.. mi faro' sentire di nuovo non prima del 10 dicembre, non appena scendero' dal Bush.. pensatemi ogni tanto.. io vi pensero' spesso, soprattutto quando" la notte scende presto nella savana e il silenzio profondo e paradossale del concerto delle rane e delle cicale e delle altre creature nascoste dalle notte ti ruba il sonno" un abbraccio a tutti Raffa

invio flashes, non ho tempo ne' forza di elaborare pensieri articolati..

  mi trovo a fare commissioni a Tamale, la capitale della Northern Region, da stamattina alle 9 giro per strade sterrate che forzano la savana e citta' fumanti in piedi sul retro di un pickup, stretta tra taniche di benzina, casse d'acqua, valigie e una quantita' imprecisabile di gente raccattata per strada tra tro-tro in panne e tratti desolati con tanto di pollame al seguito..gia' e' tanto che un "ginnifao" non mi abbia fatto l'uovo sullo zaino..

Terra e sole, polvere rossa..la savana e' ingiallita, ogni passo solleva nuvoloni infiniti di nebbia rossastra che ti irrita gli occhi e non ti fa respirare.. ogni mattina ci alziamo all'alba e partiamo bardati come banditi fino alle orecchie per ricacciare la polvere..ma spesso arriviamo a casa la sera avendo tutti cambiato colore della pelle e dei capelli, bianchi e neri, senza distinzione!!

L'acqua non c'e'..ogni mattina fino alla sera lunghe processioni di bambini e donne di tutte le eta' si snodano per 2 miglia dalla citta' al fiume con conche enormi in testa per rifornire la citta' e i villaggi.. la sera doccia con il secchio, l'acqua e' quella del fiume Oti, la pelle soffre alla lunga nonostante il refrigerio..le zanzare poche ma buone..e le nostre camere nascondono un microcosmo che si anima nella notte con rumori che non vorremmo sentire..allora la mattina checkup delle scarpe prima di infilarle!! unico abitante fisso certamente identificato un piccolo geco arancione che abbiamo conosciuto cucciolo e ora sta crescendo a vista d'occhio..ogni tanto si fa una corsa sulla mia valigia..gli trovo un nome, compro un guinzaglio e se me lo passano alla dogana..

Passando alle cose serie, il problema dell'acqua si ripercuote anche sul target di malattie che piu' spesso diagnostichiamo nei villaggi: tante dissenterie da Shigella, Amoeba, nonche' malaria e polmoniti e anemie falciformi da manuale..visitiamo tutti i bambini, ormai anch'io sono autonoma e ho il mio banchetto che gestisco da sola , riservandomi sempre di consultare i miei Medical Students che fanno lo screening sul tronco vicino al mio per qualsiasi dubbio..

Adesso e' ora di andare..siamo stanchi morti, il ritmo serratissimo, il clima oppressivo, la polvere tanta e l'acqua non c'e'.. ma stiamo benissimo, difficile pensare di lasciare questa gente e questa vita, terra con la terra, tra pochi giorni...   vi saluto

Raffaela
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